Oggi voglio parlarti di una novità introdotta dalla legge di stabilità 2017 che possiamo tranquillamente definire epocale in quanto riguarda moltissimi contribuenti e cambia radicalmente la modalità di determinazione del reddito della tua attività.
La nuova disciplina, se da un lato presenta il vantaggio per cui la tassazione avviene sulla base delle fatture effettivamente incassate o pagate, dall’altro introduce delle rilevanti complicazioni nella gestione contabile.

Ma andiamo per ordine…

Fino al 31.12.2016 il tuo reddito fiscale si formava con il principio di competenza cioè vale a dire i tuoi ricavi, ma soprattutto i costi, venivano considerati nell’anno di competenza, senza considerare il loro relativo pagamento.
Per capirci, una fattura di acquisto di prodotti datata 01/12/2016 di 3.000 euro che tu, in accordo con il fornitore pagavi al 31/01/2017, rientrava tra i costi della tua attività nell’anno 2016.
Altra cosa molto importante: alla fine dell’anno eri costretta a fare l’inventario del tuo magazzino per determinare il valore delle merci che ti erano rimaste alla fine dell’esercizio.
Questa era, per sommi capi, la situazione fino al 31.12.2016.

Cosa cambia dal 01/01/2017 per la contabilità semplificata?
Praticamente tutto!!!

Partiamo da quello che dice la norma.
La legge di stabilità 2017 con l’art. 1, commi da 17 a 23 ha introdotto un nuovo regime di tassazione dei redditi delle imprese minori, sostituendo il vigente principio di competenza per il computo degli elementi che concorrono a formare l’imponibile, con il criterio di cassa.
L’intervento ha comportato la modifica dell’art. 66 del T.U.I.R., per effetto del quale, rispetto alla precedente formulazione, ora le imprese minori che applicano il regime di contabilità semplificata, determinano l’imponibile come differenza tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa.
Tale nuovo regime è obbligatorio e riguarda le imprese minori che applicano il regime di contabilità semplificata.

Ora cerco di spiegarti…

Partiamo dall’esempio di prima: fattura di acquisto di prodotti datata 01/12/2017 di 3.000 euro che tu, in accordo con il fornitore pagherai al 31/01/2018. Questo costo non sarà un costo dell’anno 2017, ma sarà un costo 2018, seguirà cioè la data di pagamento.
Sempre riferito all’esempio di prima spariranno le rimanenze di magazzino, non si farà più l’inventario, i prodotti saranno solamente quelli pagati nel corso dell’anno 2017.
Tanto per complicarci un po’ la vita ci saranno comunque dei componenti di reddito che rimarranno «per competenza», come gli ammortamenti o il TFR dei dipendenti, ma questo è più un problema per noi consulenti.

Quali saranno le possibilità?
La normativa prevede quattro modalità operative:

  1. OPZIONE: Adottare due registri, uno per gli incassi uno per i pagamenti nei quali andare a registrare cronologicamente i pagamenti e gli incassi dell’attività. Diventa quasi una contabilità ordinaria, in quanto dovrai indicare su ogni fattura gli estremi del pagamento. Ci sarà più lavoro da parte tua e del tuo consulente, quindi maggiori costi e per la tua attività e, sinceramente, non grandi vantaggi.
  2. OPZIONE: Adottare registri IVA integrati, nei quali annotare l’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con l’indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono, nell’ipotesi in cui alle registrazioni effettuate ai fini IVA non corrisponda l’incasso del corrispettivo o il pagamento della spesa nello stesso anno; simile a quanto detto sopra ma la differenza sostanziale è che non dovrai indicare le fatture pagate,  bensì quelle non pagate o non incassate alla fine dell’esercizio. Quindi meno lavoro rispetto all’ipotesi 1 per te e il tuo consulente, ma rimangono le perplessità sui vantaggi sopratutto per il fatto che i tuoi clienti pagano al momento della prestazione.
  3. OPZIONE: Optare, vincolandosi per almeno un triennio, per tenere i registri IVA senza operare annotazioni relative ad incassi e pagamenti. In tal caso, per finalità di semplificazione, si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella di incasso o pagamento; per la tua attività sicuramente la soluzione più semplice a patto di volersi vincolare per un triennio e precludersi la possibilità di avere più controllo sulla tua azienda. Da valutare sopratutto in base alle dimensioni della tua attività.
  4. OPZIONE: Passaggio alla contabilità ordinaria rimanendo in regime di competenza; l’opzione sicuramente più impegnativa e anche costosa. Passare al regime di contabilità ordinaria con il vantaggio di rimanere in un regime di competenza, con rimanenze, ratei, con in più il controllo dei conti finanziari (cosa da non sottovalutare in attività come la tua, penso alla gestione del c/c bancario, dell’IVA) ma con meno impegno da parte tua sarà infatti il tuo consulente ad avere il grosso del lavoro e ovviamente anche una parcella più alta.

Cosa cambierà per te, per il tuo centro o per il tuo salone?

Difficile dirtelo in maniera generica, non c’è una regola che vada bene per tutti, ci sono comunque aspetti comuni da tenere in considerazione:

  • data la tipologia della tua attività non trarrai grande vantaggio a livello di ricavi in quanto i tuoi corrispettivi sono sempre incassati, raramente avete crediti da incassare;
  • cambierà il tuo modo di acquistare i prodotti, l’aspetto finanziario relativo al pagamento delle fatture assumerà molta importanza. Dovrai infatti fare attenzione agli acquisti fatti negli ultimi mesi dell’anno in quanto, se non pagati, non varranno come costo di esercizio dell’anno in corso!!
  • bisognerà valutare attentamente le possibilità previste dalla normativa, compreso l’eventuale passaggio alla contabilità ordinaria, che meglio si addicono alla tua situazione; (Valgono le considerazioni fatte sopra)
  • ci sarà bisogno di un tuo impegno maggiore in termini burocratici/amministrativi e di collaborazione con il tuo consulente;
  • quali effetti tutte queste novità avranno sugli studi di settore? Ad oggi nessuno lo sa, ma probabilmente, l’annunciato progressivo abbandono degli studi comincerà proprio dalle «nuove» semplificate, perché gli studi di settore delle imprese sono costruiti per loro natura sulla competenza e non possono misurare un reddito determinato per cassa.

Quindi, che fare?

Il tuo consulente dovrebbe chiamarti nei prossimi giorni, se non lo fa chiamalo tu, è molto importante chiarire sin da subito come comportarsi e soprattutto quale delle possibilità previste dalla normativa è meglio scegliere per la tua attività.

Il mio consiglio personale è quello di porre molta attenzione alle scelte che farai nei prossimi giorni, valuta attentamente tutte le opportunità e considera anche l’eventuale passaggio alla contabilità ordinaria valutandone gli svantaggi (costi amministrativi) ma soprattutto i vantaggi (rimanere in regime di competenza, avere più controllo sulla tua gestione finanziaria, usufruire di nuove agevolazioni fiscali sul reddito che viene reinvestito nella tua azienda IRI).

Alla prossima.

Giorgio

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