Vista la vicinanza alla fine dell’anno, voglio parlarti di un’attività molto interessante per il tuo centro e per il tuo salone che spesso non conosci e soprattutto non ti viene proposta, che però può avere risultati utili e soprattutto a basso impatto economico.

Ma andiamo per ordine.

Cosa sono i beni strumentali? i beni strumentali (comunemente chiamati anche cespiti) sono quei beni che hai acquistato nel corso degli anni e che sono destinati ad essere utilizzati per più esercizi. Sono beni strumentali: le attrezzature, i macchinari, il computer ed i suoi accessori, i telefonini, etc.

Nella pratica succede che “ti dimentichi” di avere questi beni soprattutto quando sono vecchi, intendo vecchi quando hanno più di 5 anni di utilizzo.

Il problema è che tu ti dimentichi ma non si dimentica l’Agenzia delle Entrate, anzi gli elementi di organizzazione dell’impresa, e, quindi, la disponibilità di beni strumentali per l’esercizio dell’attività rappresentano un “dato sensibile” per taluni degli strumenti di accertamento di cui si avvale l’Amministrazione Finanziaria allo scopo di contrastare manovre elusive dei contribuenti.

In particolare, per quanto riguarda gli Studi di settore il valore dei beni strumentali viene direttamente utilizzato nella procedura di calcolo per determinare il livello dei ricavi o compensi considerati congrui, nonché nella determinazione degli indici di coerenza.

Che cosa vuol dire questo?

Semplice se hai comprato 5 anni fa un macchinario del costo di 20.000 euro che oggi dovrebbe essere forse nella tua cantina, o nel garage di casa, ma sicuramente non nel tuo centro o nel tuo salone, o quantomeno non utilizzato, sappi che ai fini degli Studi di settore quel macchinario

vale ancora 20.000!!!!

quindi i tuoi Studi di settore potrebbero essere non congrui o non coerenti semplicemente perché il calcolo tiene conto di questo valore…

Quindi, che fare??

Una cosa molto semplice che ti spiego in 3 punti:

  1. Chiedi al tuo consulente l’elenco dei tuoi beni strumentali alla data di oggi (è gratis, non costa nulla). Quando lo ricevi, prenditi 10 minuti e controlla tutti i cespiti che ci sono nell’elenco. Ti assicuro che troverai beni che non pensavi di avere, telefonini cambiati da anni, attrezzature o mobili che non fanno più parte del tuo centro. Evidenziali e utilizza uno dei 2 punti evidenziati sotto per toglierli dall’elenco.
    Ricordati è importante che tu lo faccia entro il 31.12.2016 se vuoi che non entrino nello Studio di settore di quest’anno.
  2. La prima possibilità molto utilizzata e molto semplice è l’autoconsumo, che in termini pratici vuol dire emettere una fattura intestata a te personalmente (codice fiscale per intenderci) con l’elenco di tutti i beni individuati al loro valore normale (con valore normale si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per beni e servizi della stessa specie o simili, in condizioni di libera concorrenza e nello stesso stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui sono stati acquisiti o prestati o in quelli più prossimi). Spesso il valore normale di questi beni è quasi inesistente o comunque bassissimo. Devo ricordarti che questo valore è imponibile ai fini IVA e viene considerato ricavo.
  3. La seconda possibilità è la dismissione dei beni normata dal 2011 con D.L. 70/2011 che prevede una semplificazione degli adempimenti predisponendo una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, qualora i beni eliminati o da eliminare abbiano un valore fino a € 10.000. (procedura non usata spesso).

Come vedi l’attività da fare è veramente semplice, l’impatto economico risulterà molto contenuto, ma l’utilità che avrai sarà importante e magari ti permetterà di essere più in linea con le pretese dell’Agenzia delle Entrate a giugno dell’anno prossimo.

Questo vuole essere un piccolo suggerimento per farti cominciare a vedere i tuoi numeri, i tuoi conti, il tuo rapporto con il fisco, con occhi diversi.

Alla prossima.

Giorgio

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